Pesce crudo e Anisakis
giovedì 8 luglio 2010
Eccoci qui carissimi consumatori di sushi, sashimi e quindi di prelibatezze preparate con pesce crido. Venaimo al dunque ed affrontiamo il problema alla radice, ovvero cerchiamo di capire come è possibile mangiare pesce crudo in tutta tranquillità o almeno impariamo a conoscere quali insidie si celano dietro questa gustosa pratica e come scongiurarle.
Mangiare pesce crudo comporta sicuramente un maggior rischio di intossicazioni e infezioni causate da batteri patogeni, oppure di infezioni da parte di parassiti. Tutti lo sanno, ma in pochi conoscono i reali rischi, con il risultato che, quando si consuma pesce crudo, si incrociano le dita e ci si affida sostanzialmente al caso. Il pesce crudo può essere contaminato da diversi microrganismi che provocano infezioni o tossinfezioni, come Listeria, Escherichia coli, Salmonella, tutti batteri che provocano problemi gastrointestinali problema relativo non solo al pesce crudo, ma anche ad altri alimenti come carni, latte crudo e derivati. Raramente, e solo in soggetti particolarmente deboli come bambini e anziani, queste infezioni possono mettere in pericolo la vita.
Il rischio maggiore per chi consuma pesce crudo si chiama Anisakis. E’ ovvio che se mangiate del pesce crudo o dei molluschi non freschi i pericoli sono ben altri… :-( okkio a dove li mangiate…
Che cos’è l’anisakis
L’anisakis simplex è un nematode normalmente presente come parassita intestinale in numerosi mammiferi marini (delfini, foche, etc.) ed ospite intermedio, nel suo stadio larvale, di molti pesci tra cui tonno, salmone, sardina, acciuga, merluzzo, nasello e sgombro. L’anisakis è estremamente diffuso, poiché è presente in più dell’85% delle aringhe, nell’80% delle triglie e nel 70% dei merluzzi.
Questi nematodi migrano dalle viscere del pesce alle sue carni se, quando catturato, non viene prontamente eviscerato. Quando l’uomo mangia pesce infetto crudo, non completamente cotto o in salamoia, le larve possono impiantarsi sulla parete dell’apparato gastrointestinale, dallo stomaco fino al colon. Per difendersi dai succhi gastrici, attaccano le mucose con grande capacità perforante, determinando una parassitosi acuta o cronica. La parassitosi acuta da anisakis insorge già dopo poche ore dall’ingestione di pesce crudo e si manifesta con intenso dolore addominale, nausea e vomito.
Le forme croniche sono diverse, possono mimare svariate malattie infiammatorie e ulcerose del tratto intestinale oppure coinvolgere altri organi come fegato, milza, pancreas, vasi ematici e miocardio. Possibili anche reazioni allergiche fino allo shock anafilattico, a causa della sensibilizzazione alle proteine antigeniche termoresistenti del parassita.
La cura dell’anisakis richiede molto spesso l’intervento chirurgico, per asportare la parte dell’intestino invasa dai parassiti.
Come evitare l’anisakis
Una circolare del ministero di sanità del 1992, ancora in vigore, obbliga chi somministra pesce crudo o in salamoia (il limone e l’aceto non hanno alcun effetto sul parassita) ad utilizzare pesce congelato o a sottoporre a congelamento preventivo il pesce fresco da somministrare crudo. Infatti l’anisakis e le sue larve muoiono se sottoposti a 60 gradi di temperatura, oppure dopo 96 ore a -15° C, 60 ore a -20° C, 12 ore a –30° C, 9 ore a -40° C.
I pericoli maggiori provengono dai ristoranti e dal consumo casalingo. Purtroppo non tutti i ristoranti seguono queste indicazioni, poiché i casi sono in aumento e la causa è spesso da imputare ad alici marinate, evidentemente non sottoposte a congelamento preventivo.
Per evitare contaminazioni, consigliamo di seguire questi semplici consigli:
1) evitare il consumo di pesce crudo in ristoranti cinesi “travestiti” da giapponesi, che stanno proliferando in questi anni, a tal proposito consiglio di leggere questo articolo di Panorama;
2) evitare il consumo di alici marinate, se non preventivamente congelate (chiedere al gestore del ristorante);
3) nel consumo casalingo di pesce crudo, acquistarlo fresco e congelarlo per almeno 2-3 giorni nel congelatore a -18/-20 gradi. Il pesce prontamente eviscerato (come il salmone di allevamento) è più sicuro di quello venduto con le viscere;
4) prestare particolare attenzione alle specie a rischio, come lo sgombro, le sardine, il tonno e il pesce azzurro in genere.
Dopo queste precisazioni vorrei rassicurarvi riguardo la serietà dei ristoranti Giapponesi, quelli veri e non quelli cinoGiapponesi, e dei take-away da asporto di sushi gestiti da italiani o da giapponesi in quanto in questi esercizi le norme sanitarie e di conservazione del pesce sono seguite pedissequamente, almeno pare che sia così. Riguardo le preparazioni casalinghe potete rifornirvi presso pescivendoli che hanno l’abbatitore oppure acquistare il pesce freschissimo e congelarlo per almeno 2 giorni.
Alla prossima e tenete sempre gli occhi aperti su cosa e dove mangiate….. byeeeeeeeee







ciao, vi disturbo per una domanda in merito all’anisakis. ho sentito che un ragazzo ha avuto conseguenze molto gravi in seguito ad un’intossicazione alimentare da alici in quanto gli ha provocato un’infezione così estesa che lo ha portato alla morte celebrale. è possibile che sia stata causata solo da questo batterio o ci possono essere state altre complicazioni o comunque altre cause???
grazie!
Ciao Pamela… nessun disturbo anzi i commenti servono a questo. Riguardo l’anisakis simplex si possono avere due tipi di problemi, uno è di tipo allergico dopo l’assunzione di larve morte (per cottura o congelamento) e uno per infestazione da assunzione di larve o vermi vivi.
Nel primo caso ci si può curare in vari modi, nel secondo caso l’unico modo per eliminare i parassiti (vermi) è in modo chirurgico. Diciamo pure che se si trovano vermi o larve nel pesce che usiamo è opportuno buttare via tutto, se siamo al ristorante controlliamo bene prima di mandare giù. E’ comunque molto difficile morire per via dell’anisakis, la cose più grave e che può agire a livello gastro-intestinale con prognosi pesanti, può bucare l’intestino e provocare ulcere e tante altre difficoltà che in soggetti debilitati possono portare al decesso. Quindi occhi aperti. Se usiamo le regole giuste almeno per il sushi possiamo stare tranquilli. :-)
Oh! ma le foto della festa?…foto…foto…foto…
come stai? un salutoe a presto. Luigi :)
Ciao carissimo….
sto bene sto bene…. per le foto ci sto lavorando e metterò online anche il video della serata…. tieni d’occhio il blog in questi giorni e vedrai… un salutone anche te… e alla Puglia !!! :-)
Ciao Robè…ti posso chiedede una cortesia…mi riepiloghi la ricetta della frittata :P…ricordo gli ingredienti ma non le quantità…mi hanno già braccato per le ferie…tutti pazzi per il sushi :D…buona giornata…Luigi
Ciao Luigi,
beh ti credo che ti hanno braccato… sto lavorando a foto e video dell’evento… per la ricetta della frittata ad ora di pranzo pubblico un nuovo post con ricetta e foto… è ora di pubblicare una ricettina :-) …..
Ci sentiamo presto….